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REVIEWS

PPLF_Rocksound n°86
....Ora, con grande piacere, arriva dalla Fosbury questo disco dal titolo alquanto drammatico ma che mette ancora una volta in evidenza le qualità della band guidata dal bravo Emanuele Lapiana. Per riprendere il testo del secondo brano in scaletta [Lowrenzo]: “..le idee non invecchiano..”. E qui ne abbiamo la prova!...I c|o|d ci regalano infatti delle composizioni semplicemente fantastiche, melodiche quanto piacevolmente rabbiose [tra MK e primi radiohead] e arricchiti da arrangiamenti dall’indubbia classe. Desolèe, Lowrenzo, C.I.G.N.I., Canzone contro di me, o ancora Noiseterapia, sono solo alcuni dei titoli di questo disco che speriamo, non sia il capitolo finale dei c|o|d daniel c.marcoccia
PPLF_Musicboom
..è un disco che queste aspettative non le delude. Anzi, le nutre di emozioni, di una genialità che va oltre la linearità della scrittura e degli arrangiamenti, di quei brividi sulla pelle che si tramutano in mille piccolissimi orgasmi di fronte a testi che sanno, al contempo, di poesia e genuinità. Uno di quei dischi, in pratica, che fanno bene a chi li ascolta, che lascia sospesi a mezz'aria in un limbo fatto di ricordi e sentimenti, di pulsazioni cardiache che, ogni volta, raddoppiano i ritmi delle canzoni e diventano esse stesse la linea guida dell'intero ascolto. Undici canzoni come graziosi gioielli, impreziosite da una produzione eccellente e da ottimi inserti in fase di post-produzione - gli applausi in Lowrenzo, apparentemente banalissimi, danno pelle d'oca - e costruite elegantemente su solide base di pop d'autore, vicine, per certi versi, a quelli che sono i maestri del genere...
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PPLF_Rockit
... La voce è quella bella di sempre, pulita e giovane e malinconica, che ti fa accartocciare il diaframma come fosse di stagnola. Diresti la voce delle cose belle da far star male. I testi ti entrano in circolo quel tanto che basta per farti alzare di notte e mettere sù il disco e portartelo a letto come fosse un amante dal quale farsi carezzare nell'intimità della penombra. E allora... "Non sarò mai un cigno come te"... "Baciami, baciami, senza più ritegno alcuno. Baciami, baciami perché abbiamo più di settantanni ormai, ma sto invecchiando bene. Guardami.", che è tutto quello che vorresti riuscire a dire, e vorresti anche sentirti dire... ...E tutto suona decisamente piacevole, lievemente pop, con e di classe, fresco, con la voce che riverbera delicata, chitarroso senza eccessi, che ci alzi il volume perché ti arrivi meglio e più a fondo e hai bisogno di sentirti scuotere....
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PPLF_IL MUCCHIO n°611 giugno-2005
...il pop-rock del gruppo trentino, elaborato con estrema cura eppure estremamente "artigianale", rivive dunque in quarantotto minuti di fragranze ora avvolgenti e ora esuberanti ma sempre ricche di grazia e fantasia, in un intreccio di irresistibili hooklines, momenti estatici ed estrose aperture di vago sapore psichedelico alla cui forza espressiva contribuiscono versi in italiano non meno immaginifici... ...in ogni caso un cd di pregio, che pur dando l'impressione di guardare più indietro che al presente lascia il segno con la sua classe superiore, la sua freschezza mai soffocata dall'eleganza e la sua aria fragile e sospesa.
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PPLF_Rockol.it
.... Le 11 canzoni del disco confermano quanto di buono aveva fatto capire l’esordio, portandolo ancora più in là, se possibile. I C.O.D. hanno (avuto?) infatti una rara capacità di creare un impasto tra suoni elettrici ed elettronici, ora virando verso l’impronta U2 (come in “Tsunami (graziosamente)”, scritta ben prima del natale 2004), ora verso il pop-rock (“C.i.g.n.i.”), unendo suoni tradizionali (le chitarre) ad aperture più moderne. L’impasto solo in alcuni passaggi non convince del tutto (come i vocalizzi di “uno.cinque”, che sa molto di Peter Gabriel e della sua “Signal to noise”, ma senza la voce di Nusrat Fateh Ali Khan). Convince invece l'immaginario fatto di riferimenti precisi (la “Gioventù sonica” citata in “C.i.g.n.i.”, per fare un esempio) che legge bene le contraddizioni della società contemporanea (come in “Canzone contro di me”), con una forma di scrittura assolutamente personale. Forse, a differenza di altri gruppi italiani che hanno esordito altrettanto bene e che sono durati nel tempo, tutto questo ha dato vita ad una musica meno catalogabile, e meno “formattabile”. Ma questo non è necessariamente un difetto, anzi. “Preparativi per la fine” provocherà” un misto di piacere e malinconia a chi conosceva “La velocità della luce”, mentre si farà apprezzare da chi ancora non conosce la band. Non è mai troppo tardi, si usa dire in casi come questo.
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PPLF_smemoranda.it
Ci sono cd con i quali sento subito una certa sintonia. È una cosa di pelle, per nulla razionale, per nulla ideologica, decisamente intima, fortemente emotiva. Preparatevi per la fine è uno di questi... Fin dalle prime tracce il mio cervelletto ha detto si e le altre canzoni hanno confermato l'empatia.... ....Un piacere per le orecchie (e la mente) che raggiunge il culmine nell’autobiografica Lowrenzo, nata dopo la rottura con la Virgin, nella sofferta e a tratti dolorosissima Noiseterapia, nella poetica Canzone contro di me e nel salire lento di Parto, quasi un lamento blues. Bentornati!
www.smemoranda.it
PPLF_Kronic.it
Risorge l’araba fenice del pop italiano, a riprova che le idee non invecchiano ....... Poi, il ritorno: grazie all’intraprendenza della Fosbury (che a questo punto, al nono centro su altrettanti album pubblicati più una compilation, possiamo fregiare del titolo di miglior etichetta italiana), i provini per il seguito di “La Velocità Della Luce”, registrati tra il 2000 e il 2001 e –a questo punto inspiegabilmente- scartati dalla label di allora, vengono recuperati, remixati e rivitalizzati, impacchettati in un prezioso e bellissimo digipak e finalmente riportati dove meritano, cioè alle stelle e non nelle stalle. Il gruppo di Emanuele Lapiana riesce alla perfezione nel quasi impossibile compito di coniugare orecchiabilità e ricercatezza: un pop sofisticato e contaminato da un’elettronica intelligente e mai invasiva (sublimi gli intarsi in “Lowrenzo” e “Canzone Contro Di Me”, probabilmente gli episodi migliori dell’intero disco), tuttavia tutt’altro che da sottofondo e nato invece per l’airplay e per gli alti volumi, con la visione di melodie irresistibili e testi brillanti e malinconici che corrono a braccetto per i Campi Elisi. I c|o|d fanno tutto questo e lo fanno bene, con uno stile personale che tributa, sì, Marlene Kuntz (nonché di riflesso Sonic Youth) e Diaframma, ma deriva da visioni ed elaborazioni proprie ed azzeccate. Se vogliamo, ricordano un po’ i mai troppo rimpianti Elettrojoyce in una versione meno autoriale e più pop, ma è meglio dire che sono i c|o|d e basta, perché queste canzoni hanno la forza e la maturità di camminare da sole. Ascoltate un paio di volte “Preparativi Per La Fine” con la dovuta attenzione, e vi sorprenderete a cantare “Desolèe” e “Canzone Contro Di Me” nei momenti più impensabili, a perdervi nelle graziose esplosioni del primo singolo “Tsunami” e a necessitare di “Noiseterapia”. Ma lo zenit si ha con “Lowrenzo”, l`unico pezzo scritto dopo la fine dell’avventura con la Virgin e ad essa dedicato: per la melodia bella ma non scontata, le chitarre mutevoli come un mare inquieto e soprattutto il coprotagonismo dell’elettronica questo pezzo non sfigurerebbe in “Kid A” dei Radiohead, nonostante la lingua in cui è cantato (con un testo, tra l’altro, in cui un Lapiana densamente autobiografico supera se stesso). Speriamo che la fine di questo grande sogno, il cui epilogo sa essere comunque splendido, sia veramente l’inizio di qualcos’altro, perché se è vero che ti rendi conto di quanto qualcuno fosse prezioso quando lo perdi, il ritrovarlo significa non poterne più fare a meno. Fabio Cagnetti
www.kronic.it/rec_get.asp?sID=11838
PPLF_Rockerilla n°297 / Maggio 2005
Ascoltare il nuovo cd dei c|o|d è come sfogliare al mattino i contorni delle esistenze e dei luoghi che ci circondano e che si risvegliano. Scopri sempre nuovi particolari che ti fanno apprezzare il diffondersi della luce. Luce che in questo caso ci fa capire quanto ci mancava la presenza dei c|o|d nel panorama musicale indipendente. ....Non c’eravamo comunque dimenticati delle loro canzoni pop-rock, qui venate a tratti di un’elegante elettronica, non c’eravamo dimenticati della scrittura ispirata [“noiseterapia” ne è un esempio lampante] e della personalità vocale di Emanuele Lapiana, autore di testi e musiche, non c’eravamo dimenticati del loro sound moderno e compatto, dove ogni componente è dannatamente e sempre al posto giusto, come un panorama perfetto che merita una fotografia che resta per sempre ad indicarci un’emozione. Gli undici pezzi dell’album sono scatti bene a fuoco, si scorge una vena intima che quasi si tocca, pur non essendoci mai una vera e propria componente autobiografica, solo l’urgenza espressiva di fagocitare la realtà e filtrarla attraverso una sensibilità ed una capacità di scrittura matura e attenta. RRRR – Edoardo Frassetto
LVDL_Rockstar11.99
C.O.D. è un mondo in cui è difficile entrare. Nicchia dalla torre di controllo, non ti da il permesso di scendere e capirlo. Poi però quando finalmente ci ammari dentro ti sarà impossibile lasciarlo. Un debutto autoprodotto alle spalle in parte ripreso e aggiornato qui in la velocità della luce, i C.O.D. arrivano da Trento e sono la migliore speranza della musica italiana di questi anni. Senza esagerare e , anzi , sottolineando svariate volte il concetto. E' rock, e con gli strumenti classici di questa musica viaggia in quell'arcipelago di dolcezza che va dalla malinconia dei Manic Street Preachers alla ricerca personale avviata dagli Scisma , usando però anche archi , tastiere e meraviglie varie per rifinire e completare la struttura delle singole canzoni. Ma a parte i meccanismi tecnici e gli strumenti veri da usare sul campo ,quello che rapisce di questa musica , e che chiama alla dolce resa , è il suo nutrirsi di sogni. A colori vividi , strabordanti , posati delicatamente sulle trame di dieci brani dalle parole di Emanuele Lapiana , strepitoso nel dosare con un vocabolario personale davvero originale testi che sono una sublime/subliminale esposizione di gusto , di speranze , dell'impossibilità ad arrendersi , sono il girarsi e rigirarsi nel nero , sono pura poesia. Davvero. Oltre che perfetto primo piano, polaroid di un album assolutamente devastante e radioso.”
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LVDL_RockOL
......presente in brani come “Michelle #6” o “Le balene”. Anche se quest’ultima include un verso come “Tu mi fai la strategia della tensione” che merita spazio accanto alla “ragazza la cui faccia ricorda il crollo di una diga” di De Gregori tra le frasi-monumento della canzone italiana. Ma sin dalle prime note del disco si capisce che i quattro musicisti trentini fanno parte dell’1 per cento per il quale vale la pena continuare a pubblicare e ascoltare dischi italiani. I testi di Emanuele Lapiana sono belli, a volte molto belli, a volte splendidi (“Fiore” e “Scolorina” sono da antologia); la prima metà del disco regge una tensione rara, che ricorda “Achtung baby”, anche se le dichiarazioni d’amore esplicite sono Marlene Kuntz (citati in “Le balene”) e Ian Curtis, cui è dedicata “Nevicadere”. Ci sono momenti in cui il suono scelto è il migliore possibile, e in cui l’impasto sonoro, il limite più frequente per i musicisti e produttori nostrani nonostante i progressi di questo decennio, regge il confronto con la musica inglese: bravo Luca Rossi (Ustmamò), che continua a migliorare come produttore....
www.rockol.it
LVDL_Musica!rock e altro n°212
.....Tra le etichette discografiche che cominciano ad interessarsi al gruppo la spunta la Virgin, per la quale esordiscono con la velocità della luce, prodotto da Luca Rossi degli Ûstmamò. Oltre ai riferimenti musicali già citati, va comunque riconosciuto ai C-O-D una ricerca di originalità che sa di purezza. Traspare, dall’ascolto dei loro brani, e dei loro testi, la forte convinzione di seguire una strada assolutamente personale, e questo fa loro onore. Con questo armamentario di idee i C-O-D si rivelano tra i gruppi più brillanti della nuovissima generazione del rock italiano.
LVDL_Mucchio Selvaggio n° 368
“..adesso ancora più abili nell’allestire trame rock-pop fresche e accattivanti ma non per questo leggere o banali…..amalgamando influenze ideali e stilistiche in un intreccio di armonie e rumorosità dove la spontanea attrazione della band per strutture sonore piacevoli ed “immediate” trova sbocco in fantasie visionarie e stranianti che sottolineano la vena impressionistica dei testi”-
www.ilmucchio.it